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Dinamica Del Punto Materiale Leggi Di Newton

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Dinamica del punto materiale

Leggi di Newton

• Corso di Fisica 1
• Laurea in Ingegneria Gestionale
• Anno accademico 2023-2024
Contenuto
• Concetto di forza
• Prima legge di Newton
• Sistemi inerziali
• Seconda legge di Newton
• Terza legge di Newton
• Risultante delle forze
• Esempi di forze
• Forze di attrito radente
• Forza peso
• Applicazioni della legge di Newton
• Piano inclinato
• Forza elastica
• Pendolo semplice
Il concetto di forza
• Forze
• Forze di contatto
• Forze di campo

• Forze fondamentali
1. l’attrazione gravitazionale fra corpi,
2. le forze elettromagnetiche fra cariche
elettriche,
3. le forze nucleari forti fra particelle
subatomiche
4. le forze nucleari deboli che intervengono
in alcuni processi di decadimento
radioattivo.
Il concetto di forza
• La forza è la grandezza che esprime e misura l’interazione fra sistemi fisici
• La forza può essere misurata staticamente tramite un dinamometro (molla calibrata)
• La forze è una grandezza vettoriale!
Prima Legge di Newton (Legge di inerzia)
• Un corpo non soggetto a forze non subisce cambiamenti di velocità
• resta in stato di quiete se era fermo (v = 0)
• si muove di moto rettilineo uniforme (v costante non nulla).
• L’assenza di forza non implica che non ci sia moto, bensì comporta che la velocità non vari!
• Questa legge venne in realtà già formulata da Galileo
• La variazione di velocità, in modulo in direzione o in entrambi, di un corpo è dovuta all’azione di una
forza.
• Dato che il principio d’inerzia richiede, in caso di moto, che questo sia rettilineo uniforme, un moto
accelerato segnala la presenza di una forza agente
Sistemi di riferimento inerziali
• La prima legge di Newton del moto definisce una particolare classe di sistemi di riferimento
detti sistemi inerziali
• Un sistema di riferimento inerziale è un sistema di riferimento nel quale vale il principio d’inerzia
• La formulazione più corretta della Prima Legge di Newton è che, in un sistema di riferimento inerziale, un
corpo non soggetto a forze non subisce cambiamenti di velocità
• Un sistema di riferimento che si muove a velocità costante rispetto alle stelle lontane è la migliore
approssimazione di un sistema di riferimento inerziale.
• Per i nostri scopi possiamo considerare anche la Terra come un sistema inerziale (in realtà non lo è a causa
del suo moto orbitale intorno al Sole e del suo moto di rotazione intorno all’asse terrestre; entrambi questi
moti coinvolgono accelerazioni centripete. Queste accelerazioni hanno comunque valori piccoli rispetto a g e
possono spesso essere trascurate)
• Un sistema di riferimento accelerato è un sistema non inerziale
Seconda Legge di Newton
• La formulazione quantitativa del legame tra la forza e lo stato del moto è data dalla seconda legge di
Newton

• m è la massa inerziale del corpo


• una quantità che esprime l’inerzia del punto, cioè la sua resistenza a variare il proprio stato di moto, ossia a
modificare la velocità (in modulo, direzione e verso).
• Fissata una determinata forza F, l’effetto dinamico è tanto maggiore quanto minore è la massa del
punto

• In assenza di interazione con l’esterno la forza è nulla e quindi a = 0, v = costante


• la seconda legge di Newton contiene, come caso particolare, il principio d’inerzia
Seconda Legge di Newton
• La seconda legge di Newton può venire riscritta anche così:

• È la legge fondamentale della dinamica del punto da cui vengono ricavate tutte le proprietà
relative al moto di un punto
• la legge oraria r(t), qualora si conoscano la funzione F(t) e le condizioni iniziali del moto
• si può però anche calcolare a(t) e quindi la forza agente, nota la massa del punto, a partire da misure sul
moto che forniscono la traiettoria, ovvero r(t) e v(t)
• È una legge sperimentale dedotta dall’analisi del moto di un punto soggetto ad una determinata
forza.
• È una legge vettoriale
• Equivale a tre equazioni relative ai tre moti proiettati sugli assi
Unità di misura

• L’unità di misura della massa nel Sistema Internazionale è il chilogrammo (kg)

• L’unità di misura della forza nel Sistema Internazionale è il newton (N).


• Una forza di 1 N è la forza che, se applicata ad un corpo di massa 1 kg, produce una accelerazione di 1 m/s 2.
• Da questa definizione e dalla seconda legge di Newton, si ricava che il newton può essere espresso in
funzione delle unità fondamentali di massa, lunghezza e tempo
Terza Legge di Newton
• La terza legge di Newton è anche detta Principio di azione
e reazione

• Se un corpo A esercita una forza FA,B su un corpo B, il corpo B


reagisce esercitando una forza FB,A sul corpo A;
• Le due forze hanno la stessa direzione, lo stesso modulo e
verso opposto, esse cioè sono uguali e contrarie: FA,B = −FB,A;
• le due forze hanno la stessa retta d’azione.

• Il fatto che non esista una forza isolata, ma che le forze vadano considerate sempre in coppie, secondo
il principio di azione e reazione, chiarisce che l’interazione tra due corpi è sempre un’azione mutua
• Esempio: se premete contro lo spigolo di un libro con la punta di un dito, il libro preme contro il dito e lascia un
segno sulla vostra pelle. Se premete con maggiore forza anche il libro reagisce con più forza e il segno che
lascia sulla pelle è più profondo.
Terza legge di Newton
Quantità di moto
• Si definisce quantità di moto di un punto materiale il vettore p = mv

• Se la massa è costante, derivando ambo i membri, otteniamo

• Questa relazione è la forma più generale della seconda legge di Newton, utilizzabile anche se la massa non
è costante.
• L’espressione della quantità di moto non è più mv se la velocità non è molto minore di quella della luce.
• Nei casi in cui con un punto approssimiamo un sistema materiale esteso, la massa può variare durante il
moto (un veicolo a motore che brucia carburante, un nastro trasportatore)
• Noi non tratteremo problemi con massa variabile e velocità che si avvicinano a quella della luce.
Quantità di moto di un sistema isolato
• Un sistema (può essere un oggetto solo, o più oggetti) è isolato se non intervengono forze esterne
• In un sistema isolato la quantità di moto totale del sistema si conserva
[dimostrazione]
Quantità di moto di un sistema non isolato
• Se il sistema non è isolato (cioè se agiscono forze esterne al sistema), la quantità di moto
totale del sistema non si conserva
• In particolare si ha F dt = dp
• l’azione di una forza durante un tempo dt provoca una variazione infinitesima della quantità di moto del
punto

• Teorema dell’impulso

• Il teorema dell’impulso è utilizzabile per


calcolare effettivamente ∆p solo se si
conosce la funzione F(t), in particolare se F
è costante
Forze impulsive
• Una forza impulsiva è una forza che agisce per un lasso di tempo molto breve (tipicamente
dell'ordine del ms).
• Negli urti (che studieremo più avanti) le forze sviluppate sono impulsive
• Esempio: airbag
• Gli air-bag delle automobili hanno salvato innumerevoli vite negli incidenti stradali. Infatti, essi incrementano
l’intervallo di tempo in cui il guidatore si arresta, e di conseguenza diminuiscono la forza agente sul
guidatore ed il corrispondente danno
Risultante delle forze
• Abbiamo già visto che la forza è una grandezza vettoriale
• Una conseguenza importante è che quando su un punto materiale agiscono
contemporaneamente più forze, il moto del punto ha luogo come se agisse
una sola forza, la risultante vettoriale delle forze applicate al punto

• Affermare che la forza agente su un punto è nulla non significa


necessariamente che sul punto non agiscono forze, ma spesso indica che
la somma delle forze agenti su di esso, cioè la risultante, è nulla
Equilibrio statico
• Se R = 0 e il punto ha inizialmente velocità nulla, esso rimane in quiete:
sono realizzate le condizioni di equilibrio statico del punto

• Dato un insieme di forze applicate ad un punto e aventi risultante R′,


l’equilibrio statico si ottiene applicando al punto una forza eguale ed
opposta a R′, così da realizzare appunto la condizione R = 0
• Equilibrio dinamico: R = 0 e il punto ha inizialmente velocità NON nulla
(continua a muoversi di moto uniforme)
Forza peso
• Sperimentalmente si osserva che in uno stesso luogo tutti i corpi, qualunque sia la massa inerziale,
assumono se lasciati liberi la stessa accelerazione, detta di gravità, diretta verticalmente verso il
suolo il cui modulo, che varia leggermente da posto a posto sulla terra, vale in media g = 9.8 ms–2.
• Tale accelerazione è conseguenza della forza di attrazione terrestre, cioè dell’interazione gravitazionale tra
la terra e il corpo.
• Se agisce solo la forza peso P abbiamo P = ma = mg visto che a = g.
• Pertanto la forza peso risulta proporzionale alla massa e si scrive sempre

• Massa e peso sono due concetti diversi!


• La massa di un corpo è una proprietà intrinseca del corpo stesso ed è indipendente dalla particolare forza
agente.
• La forza peso risulta dall’interazione di un corpo con la terra; sulla superficie di un altro pianeta essa
sarebbe, a parità di massa, diversa a causa del diverso valore di g
Reazioni vincolari
• Se un corpo soggetto all’azione di una forza rimane fermo significa che l’azione
della forza provoca a sua volta un’altra forza, eguale e contraria alla prima e
applicata al corpo stesso, in modo tale che esso rimanga in quiete
• Questa reazione dell’ambiente circostante è detta reazione vincolare
• Esempio: corpo appoggiato su un tavolo
• Il corpo è soggetto all’azione di attrazione della terra, perpendicolarmente al piano (la reazione del corpo a tale
forza è applicata alla terra e non ci interessa).
• Per effetto dell’attrazione terrestre, il corpo preme sulla superficie del tavolo deformandola. Il tavolo deve produrre,
viste le condizioni di quiete del corpo, una forza uguale e contraria alla forza di attrazione terrestre che chiamiamo
reazione vincolare N.
• Se applichiamo ulteriori forze al corpo, normali al piano del tavolo, la reazione vincolare deve equilibrare la
risultante R di tali forze: R + N = 0.
• In generale la reazione vincolare non è determinabile a priori, utilizzando una data formula, ma deve
essere calcolata caso per caso dall’esame delle condizioni fisiche
• Esempio: corpo trascinato su un piano
Diagramma di corpo libero
• Quando si affrontano problemi nei quali sono presenti delle forze,
vanno identificati i corpi e le forze che agiscono su ciascun corpo
• Nella Figura (a) vedete le forze presenti: quelle che agiscono sul
monitor, una che agisce sul tavolo ed una che agisce sulla Terra.
• La Figura (b) mostra solamente le forze che agiscono su un solo
corpo, il monitor, ed è chiamata diagramma di
forza o diagramma che mostra le forze applicate ad un corpo.
• La rappresentazione pittorica di Figura (c) è quella che
chiameremo diagramma di corpo libero.
• ci aiuta ad isolare solamente le forze che agiscono sul corpo ed
eliminare dalla nostra analisi tutte le altre forze.
Azione dinamica delle forze
• Se la risultante delle forze è  0, allora

• Relazione vettoriale: va scomposta nelle varie componenti (e ogni componente potrebbe avere un
comportamento diverso)
Sensazione di peso
• Il peso apparente di un oggetto è il valore della forza normale esercitata sulla persona dal pavimento
dell'ascensore

N
• Diagramma di corpo libero:

mg
• Legge del moto: N + mg = ma

• L’ascensore non è un sistema di riferimento inerziale


Sensazione di peso
• Legge del moto: N + mg = ma
• Caso 1: a discorde con g (l’ascensore sale accelerando o scende frenando)

mg
Sensazione di peso
• Legge del moto: N + mg = ma
• Caso 2: a concorde con g (l’ascensore scende accelerando o sale frenando)

mg
Sensazione di peso
• Legge del moto: N + mg = ma
• Caso 3: a = g (l’ascensore è in caduta libera)

mg
Forze di attrito
• Quando un corpo è in moto o su di una superficie o in un mezzo viscoso (aria o acqua), nasce una
resistenza al moto a causa delle interazioni tra il corpo ed il mezzo che lo circonda.
• Questa resistenza prende il nome di forza di attrito.
• Le forze di attrito sono molto importanti nella vita di tutti i giorni. Esse ci permettono di camminare, di correre
e sono necessarie per il moto dei veicoli con ruote (non si riesce a pedalare sul ghiaccio!)
Forza di attrito radente
• Applichiamo ad un corpo appoggiato su un tavolo orizzontale una forza F parallela al piano di
appoggio.
• Si osserva sperimentalmente che il corpo non entra in movimento per effetto di F fino a che il modulo
di F non supera il valore μsN
• μs è il coefficiente di attrito statico
• N è il modulo della componente normale al piano di appoggio della reazione vincolare
Forza di attrito radente statico
• In condizioni di quiete è realizzato l’equilibrio statico
• R è la reazione vincolare del piano
• P la forza peso del corpo.
• Dette N e Fas le componenti verticale e orizzontale di R, in modulo
• Il vincolo è in grado di sviluppare una forza, detta di attrito radente
statico, eguale e contraria a F.
• Ciò avviene fino a che F non supera il valore μsN:
• La forza di attrito radente statico non ha pertanto un valore
prefissato, ma varia con il valore della forza F applicata, da zero fino
al massimo μsN.
Forza di attrito radente dinamico
• Quando F supera μs N il corpo entra in movimento lungo il piano e si osserva che si oppone al moto
la forza di attrito radente dinamico Fad = μd N dove μd rappresenta il coefficiente di attrito dinamico;
• Risulta sempre μd < μs.
• L’equazione del moto è pertanto
• La forza di attrito radente dinamico non dipende dalla velocità del corpo rispetto al piano di appoggio
• Ha verso contrario alla direzione del moto e quindi al versore della velocità, uv:

Fad = −μdNuv.
Forza di attrito radente
• Il fenomeno ha origine dalle forze di coesione tra i materiali a contatto, che sono premuti uno contro
l’altro dalla forza peso del corpo
• Il valore del coefficiente di attrito dipende dallo stato delle superficie a contatto e dalla loro
composizione chimica.
• Una eccessiva levigatura fa aumentare la coesione e quindi l’attrito;
• se le superfici vengono invece bagnate (come si realizza nel caso di organi meccanici in movimento
mediante l’utilizzazione di lubrificanti) la forza di attrito diminuisce notevolmente.
• Un altro metodo per ridurre l’attrito radente consiste nel creare un sottile strato d’aria tra superficie che
devono scorrere l’una rispetto all’altra
• Si consideri però che le forze di attrito radente sono sempre presenti, per quanto si possa tentare di
ridurle.
• Soltanto per esaminare casi limite semplificati porremo eguale a zero la forza di attrito; diremo allora
che la superficie di scorrimento è liscia. In tutti gli altri casi si parla di superficie scabra.
Esempio 1 (dipendenza della Fattr dalla forza applicata)
• Un corpo di massa m = 2 kg è appoggiato su di un piano orizzontale. I coefficienti di attrito statico e
dinamico valgono rispettivamente 0.5 e 0.3. Si applica al corpo una forza F di modulo pari a 20 N.
Determinare se il corpo entra in movimento nei due casi mostrati in figura, con θ = 60°.
Esempio 2 (Forze di contatto)
• Due blocchetti, di massa m1 = 3 kg e m2 = 2 kg, si muovono su di un piano orizzontale liscio sotto
l’azione della forza F costante, di modulo F = 12 N, applicata come in figura . Calcolare
• l'accelerazione del sistema
• le forze F1 e F2 che agiscono sui blocchetti.
Moto lungo un piano inclinato liscio
• Moto di un oggetto su un piano inclinato sotto la sola azione della forza peso
• Conviene analizzare il moto lungo x-y orientando gli assi in modo opportuno (scegliamo x lungo la
direzione nel moto):
• x parallelo al piano inclinato
• y normale al piano inclinato
Moto lungo un piano inclinato liscio
• Quali sono le forze in gioco?
• Scriviamo la legge del moto lungo i due assi
• Dobbiamo scomporre le forze lungo x-y

• Il corpo scende lungo il piano con moto uniformemente accelerato con a = g senθ < g
Moto lungo un piano inclinato scabro
• Moto di un oggetto su un piano inclinato sotto l’azione della forza peso e della forza di attrito
• Disegniamo tutte le forze in gioco
• Scegliamo un sistema di riferimento x-y
• Scomponiamo le forze lungo x-y

• Se esiste un attrito radente tra il piano inclinato e il corpo, il moto lungo il piano non può avvenire se
la componente della forza peso lungo il piano inclinato non supera la massima forza di attrito statico

• La condizione di equilibrio statico è


Moto lungo un piano inclinato scabro
• Se l’angolo di inclinazione supera s, allora l’oggetto si mette in moto e la legge del moto lungo x vale

• Cosa succede per tg = d?


Forza elastica
• Si definisce forza elastica una forza che ha quest’espressione:
• k è una costante positiva detta costante elastica
• ux è il versore lungo x

• Caratteristiche
• Direzione costante
• Verso rivolto verso un punto O (detto centro della forza) → Forza di richiamo
• Modulo proporzionale alla distanza da O (non ha modulo costante!)
• Se |x1| > |x2| → |F(x1)| > |F(x2)|
Forza elastica


• Che tipo di moto compie un oggetto sottoposto a questa forza?

• Usiamo la seconda Legge di Newton per ricavare l’accelerazione:

• Il moto è armonico semplice con pulsazione ω e periodo T determinati dal rapporto tra la costante
elastica e la massa del punto materiale a cui è applicata la forza elastica

• La legge oraria è x = A sen(ωt + Φ)


Forza elastica
• Una forza elastica viene praticamente applicata tramite una molla alla quale è attaccato un
blocchetto di massa m (la massa della molla viene considerata trascurabile)

Legge di Hooke
Forza elastica

-A
Forza elastica
• Se il blocco si trova a riposo nella posizione x = A, e viene
rilasciato da fermo, la sua accelerazione iniziale è –kA/m.
• Quando il blocco passa dalla posizione di equilibrio x = 0, la sua
accelerazione è nulla. In questo istante la sua velocità è massima
perché l’accelerazione cambia di segno.
• Il blocco poi continua a muoversi verso sinistra allontanandosi
dalla posizione di equilibrio con accelerazione positiva
• Infine raggiunge x = –A, dove l’ accelerazione è kA/m e la velocità
è, di nuovo, zero.
• Il blocco completa un ciclo del moto periodico ritornando nella
posizione di partenza passando per x = 0 con la massima velocità.
• Pertanto il blocco oscilla fra le posizioni di inversione di moto x =
±A e, in assenza di attrito
Tensione dei fili
• Fili e corde vengono usati per trasmettere forze
• Un filo teso può essere fissato in un estremo ad un punto fisso e nell’altro ad un punto materiale
oppure può collegare due punti materiali (vedi due esempi nelle prossime slide).
• Supporremo sempre che il filo sia
• inestensibile, cioè che la sua lunghezza sia costante (accelerazione e velocità costanti in ogni punto). In
particolare, se due oggetti sono collegati da una fune, si muoveranno con la stessa accelerazione
• di massa trascurabile rispetto alle altre masse (ignoriamo la fune nella legge del moto)
• Il filo teso esercita agli estremi la tensione T, il cui valore dipende dalle forze applicate, e che deve
essere pensata come la reazione del filo alla forza che lo tende.
• Per un filo reale la tensione non può superare un valore massimo Tmax, oltre il quale il filo si
spezza; Tmax dipende dalla sostanza con cui è fatto il filo e dalle dimensioni geometriche.
• Se ad un estremo è collegato un punto materiale, la tensione T va inserita nella legge di Newton
come le altre forze agenti sul punto
• Quando una fune tira un corpo, la fune esercita una forza sul corpo nella direzione della fune stessa con
verso che si allontana dal corpo
Tensione dei fili
• Esempio 1: punto appeso in quiete
Tensione dei fili
• Esempio 2: Filo che collega due punti in movimento
• Scriviamo le equazioni del moto con e senza attrito
Tensione dei fili
Tensione dei fili
• Esempio 3: Accelerazione di due corpi collegati da una fune
• Una palla di massa m1 ed un blocco di massa m2 sono collegati tra di loro
mediante una fune di massa trascurabile che passa su una puleggia, anch’essa
priva di massa e senza attrito. Il blocco giace su di un piano inclinato, privo di
attrito, che forma un angolo θ rispetto all’orizzontale. Si determinino il valore
dell’accelerazione dei due corpi e la tensione della fune
Tensione dei fili
Carrucole
• Non è necessario che il filo sia completamente rettilineo; esso può scorrere attorno ad un perno, o
essere parzialmente avvolto attorno ad un disco mobile, carrucola, allo scopo di cambiare la
direzione della forza
Carrucola fissa
• Esempio: macchina di Atwood
• Due corpi di masse diverse sono appesi verticalmente attraverso una puleggia priva di massa e senza
attrito; questo sistema meccanico prende il nome di macchina di Atwood.
• Il dispositivo viene utilizzato in laboratorio per determinare il valore di g.

𝑚2 − 𝑚1
𝑎= 𝑔
𝑚1 + 𝑚2

2𝑚1 𝑚2
𝑇= 𝑔
𝑚1 + 𝑚2
Carrucola mobile
• La carrucola mobile (o sistemi di carrucole mobili, detti anche paranchi)
sono usati per poter sollevare pesi, riducendo la forza da applicare
• Durante il funzionamento la carrucola scorre lungo il tratto AB della fune,
ruotando attorno a punti tutti uguali ad A che costituisce il fulcro istantaneo,
siamo dunque nel caso, di una leva di secondo genere
Carrucola mobile
• La carrucola mobile (o sistemi di carrucole mobili, detti anche paranchi) sono usati per poter
sollevare pesi, riducendo la forza da applicare
Forze centripete
• Supponiamo che la risultante R delle forze agenti su un punto materiale presenti una componente FN
ortogonale alla traiettoria, che risulta pertanto curvilinea
• FN determina l’accelerazione centripeta secondo la relazione

𝑣2
𝐹𝑁 = 𝑚𝑎𝑐 = 𝑚
𝑟
• essendo r il raggio di curvatura della traiettoria

• Questa forza che produce un’accelerazione centripeta è detta forza centripeta


• deve agire nella direzione che punta al centro del percorso circolare e provoca una variazione della direzione del
vettore velocità.
• Esempi:
• La tensione di una corda di lunghezza costante con cui si fa roteare un sasso
• La forza gravitazionale di un pianeta che si muove intorno al Sole su di un’orbita circolare
• Non è una forza nuova!
Forze centripete
• Esempio 1: Un disco di massa m è attaccato all’estremità di un filo lungo L. Il disco viene messo in
rotazione su una circonferenza orizzontale. Se il filo può sostenere una tensione massima Tmax,
quale sarà la velocità massima alla quale il disco può ruotare, prima che il filo si rompa?
Forze centripete
• Esempio 2 (Ruota panoramica)

• Dove vi aspettate di sentirvi più pesanti? Dove più leggeri?


• Sia nel punto in alto che in quello in basso la forza normale e l’accelerazione di
gravità hanno versi opposti
• La risultante di queste due forze deve dare una forza (centripeta) che mantiene il
bambino in moto su una traiettoria circolare con velocità in modulo costante

Fc Fc
Forze centripete
• Altri esempi ad esercitazione
• Pendolo conico
• Curva su strada piana
• Curva su strada sopraelevata
Il pendolo semplice
• Il pendolo semplice è costituito da un punto materiale di massa m appeso
tramite un filo inestensibile di lunghezza L e di massa trascurabile.
• La posizione di equilibrio statico è quella verticale, con il punto fermo ed il filo teso
• Se spostiamo il punto dalla verticale esso inizia ad oscillare attorno a questa, lungo un
arco di circonferenza di raggio L, pari alla lunghezza del filo, in un piano verticale.
• Vogliamo studiare, in assenza di attrito, questo moto oscillatorio
• Individuiamo le forze presenti e scriviamo la Legge del moto

• Scomponiamo le forze nelle componenti lungo la traiettoria (orientata come in


figura), e ortogonalmente alla traiettoria (verso positivo da P a O):
Il pendolo semplice
Il pendolo semplice
• Per piccole oscillazioni l’equazione differenziale diventa

• Coincide con quella del moto armonico semplice, posto ω2 = g /L.


• Il moto del pendolo è oscillatorio armonico quando l’ampiezza delle oscillazioni è piccola così
che senθ≅θ .

• La legge oraria del moto è

• Il periodo del moto T è dato da


• indipendente dall’ampiezza
Il pendolo semplice
• La legge oraria dello spostamento lungo l’arco di circonferenza

• la velocità angolare e la velocità lineare hanno le espressioni

• La velocità è massima quando il punto passa per la verticale (θ = 0) e nulla agli estremi delle oscillazioni (θ =
θ0) dove il verso del moto si inverte

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