Ugo Bartalini
Ugo Bartalini (Firenze, 7 aprile 1899 – 2000) è stato un politico e ingegnere italiano.
Ugo Bartalini | |
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Sindaco di Siena | |
Durata mandato | 31 agosto 1956 – 24 gennaio 1965 |
Predecessore | Bruno Bottai |
Successore | Fazio Fabbrini |
Dati generali | |
Partito politico | Partito Socialista Italiano |
Titolo di studio | laurea in ingegneria |
Professione | ingegnere |
Biografia
modificaNato a Firenze[1] nel 1899, frequentava gli studi di ingegneria a Roma quando, abbracciati ideali di interventismo democratico, prese parte alla prima guerra mondiale nel 33º reggimento artiglieria campagna, finendo decorato con la medaglia di bronzo al valor militare.[2]
Laureatosi nel 1922, iniziò a lavorare a Siena presso lo studio dell'ingegnere Guido Sarrocchi, una delle personalità più in vista della società senese dell'epoca, ricevendo incarichi tecnici in varie località della provincia, quali Chiusdino, Monticiano, Radicondoli e Sovicille, progettando strade, acquedotti e fognature.[2]
Militante nel Partito Socialista Italiano, nel secondo dopoguerra venne eletto sindaco di Siena, ricoprendo tale carica dal 1956 al 1965.[2] Amministratore molto attento alla progettazione, curò l'approvazione del piano regolatore di Siena a firma di Luigi Piccinato, Piero Bottoni e Aldo Luchini; attivo nel campo dell'edilizia scolastica, fece realizzare le scuole di Fogliano e Pieve al Bozzone, oltre alla ristrutturazione di quelle di Presciano, Cerchiaia e Ginestreto.[2]
Fu un appassionato contradaiolo della Contrada della Tartuca, di cui fu anche Tenente vittorioso, Capitano e Priore.[2] Nel 1992 ricevette il Mangia d'argento, premio onorario della città di Siena.[2]
Onorificenze
modificaNote
modifica- ^ a b Le onorificenze della Repubblica Italiana, su quirinale.it. URL consultato il 19 marzo 2019.
- ^ a b c d e f Mauro Barni, Le tre patrie di Tartarugo, su lacorazzadelrospo.it. URL consultato il 3 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 3 ottobre 2018).
Voci correlate
modificaCollegamenti esterni
modifica- Mauro Barni, Le tre patrie di Tartarugo, su lacorazzadelrospo.it. URL consultato il 3 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 3 ottobre 2018).